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Abbiamo bisogno di amore per Dio

Durante il corso di ipnosi con il prof. De Benedictis ho potuto capire come credere in Dio immaginarlo e sentirlo fosse indispensabile per lo sviluppo neurologico. L’emisfero destro ha bisogno di essere alimentato con la creatività, l’arte e l’immaginazione. Oggi viviamo in un mondo totalmente dominato dalla razionalità. Come ci ha insegnato San Tommaso: ”Se non vedo non credo”. Ne consegue un disequilibrio tra gli emisferi. La divinità era un modo semplice per connettere ed allenare la creatività e il contatto con l’infinito. Lo psicoterapeuta Waune W. Dyer nel suo libro “Il potere dell’intenzione” scrive:

“Uno dei motivi che spiegano il dilagarsi della depressione e della noia nel mondo di oggi è l’incapacità di vederci collegati a qualcosa di più grande e più importante del nostro ego”

Nel mio lavoro di insegnante di danza e danzaterapeuta con bambini ed adolescenti mi risulta sempre più spesso complicato accedere al lato immaginifico fantasioso.
Spessi anche i bimbi più piccoli fanno fatica ad andare oltre quello che è tangibile e i ragazzi più grandi sono completamente concentrati sul giudizio altrui.

Negli incontri di counseling con gli adulti noto come la mancanza di uno scopo e di qualcosa in cui credere, la forzata disillusione creino blocchi emotivi sfiducia in tutto ciò che ci circonda. Così l’autostima si abbassa e niente sembra avere importanza, diventa più facile rimanere tristi piuttosto che trovare un appiglio. Che lo chiamiate Dio, campo, anima, karma, destino o in qualsiasi altro modo. Che sia un fiore, una stella, un cristallo, un sasso o un animale, credo che recuperare il senso della “spiritualità”, che non vuol dire sfociare nell’esoterismo estremo, sia importante.

Dyer consiglia di immaginarsi aggrappati alle staffe del tram e percepire la sensazione di lasciarsi trasportare. Il mio consiglio è quello di trovare qualcosa su cui concentrarsi, entrare in contatto con il respiro e dare a lei il potere di esaudire i nostri desideri cercando di recuperare un po’ di quella magia che da piccoli ci faceva sembrare tutto possibile.

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