Coppia

È molto importante che sia chiaro questo concetto: il cervello maschile e quello femminile sono fisicamente diversi. Per cui, care donne e cari uomini, per certe cose bisognerà rassegnarsi, i nostri uomini non sono programmati per ricordarsi gli anniversari e nemmeno per ascoltare ore ed ore di discorsi su amici e parenti.
Sapere come funzioniamo può ridurre molto i pregiudizi e le critiche mosse all’altro sesso. Il cervello femminile è più piccolo di quello maschile, e anche se i maligni staranno sorridendo, il numero di neuroni e cellule al suo interno è esattamente identico. Questo vuol dire che è solo più concentrato e le cellule stanno più vicine una all’altra ed è questa la ragione per cui le donne riescono a fare più cose contemporaneamente. In più queste cellule non sono organizzate in filiere ordinate come quelle maschili ma sono delle vere e proprie masse.
Il tanto odiato tema delle ricorrenze: gli uomini hanno l’ippocampo più piccolo, quella specie di cavalluccio marino del sistema limbico deputato e gestire la memoria delle emozioni, cioè di tutti quei ricordi collegati ad un emozione, ad esempio il primo bacio, la prima cena. Questo significa che non c’è motivo di arrabbiarsi o offendersi se il vostro compagno o vostro padre non ricordano come eravate vestite durante un’occasione importante.
Come dico sempre: “Non ce la possono fare”.
Parliamo dell’amigdala, una piccola area del sistema limbico. Questa è il centro della paura, della rabbia e dell’aggressività, è più grande nel cervello maschile ma di contro la donna ha più sviluppata la corteccia prefrontale e cingolata anteriore che è la deputata al controllo di queste emozioni. Risultato? Lui inizia ad urlare, senza più ascoltare mentre lei cerca ancora di ragionare.

Sapere tutto questo ci dà la possibilità di rassegnarci con il sorriso e di capire meglio l’altro.
É esattamente come imparare una nuova lingua o imparare ad interagire con una nuova cultura, solo conoscendola si può comprendere.

Questo è quello che vi aiuterò a fare, imparare l’uno la lingua dell’altro per capirsi meglio e trovare una zona franca in cui interagire con amore ed empatia.

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