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Voglio un’infanzia felice

Ho scritto e parlo molto spesso di questo tema.
Le tecniche che utilizzo nei miei incontri sono mirate a ricostruire ricordi cambiando prospettiva.
Si può cambiare il finale di una storia, far dire parole diverse ad una persona o più semplicemente capire che chi ci ha fatto male in quel momento non aveva le possibilità emotive di fare altrimenti.

È sempre magico quello che accade quando si rielabora un ricordo.
Prima di tutto è necessario esaurire il sentimento o il risentimento verso una persona o un avvenimento dopodiché si può rielaborare il ricordo.
Questo fa passare la rabbia trasformandola in compassione e a volte addirittura in gratitudine.

Ti racconto una storia:
Una signora qualche anno fa venne da me perchè aveva perso sua mamma ma lei non era mai riuscita ad esprimerle tutto il suo risentimento per la vita difficile che le aveva fatto passare.
Donna in carriera e perfezionista aveva sempre preteso molto dalla figlia, facendola sempre sentire inadeguata e mai sufficiente per stare al mondo. Alla sua morte, al dolore della perdita si aggiunse la rabbia perché non avrebbe mai più avuto la possibilità di sfogarsi.
La prima cosa fu immaginare di poter parlare con la mamma, io ho interpretato quel ruolo e lei ebbe la possibilità di dire tutto quello che voleva. Ricordati sempre che per il cervello immaginare e fare sono la stessa identica cosa se si attiva l’emozione.
Successivamente lavorammo sul rivedere vari eventi e guardare quella donna con gli occhi di un’adulta. Vedere l’evento da una prospettiva diversa rispetto a quella di un’adolescente bisognosa di amore e approvazione.
Quello che successe fu scoprire che dietro a quelle parole di scherno e sufficienza c’era stata una donna ferita, insicura, fragile e bisognosa di controllo.
Questo in un attimo fece cambiare prospettiva e il processo di accettazione e perdono fu veloce e meraviglioso.

Come dice Anodea Judith: non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice, basta cambiare prospettiva.

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